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Borgo di San Giorgio
  Ante 1190 1190-1328 XVI secolo 1799 1814

Veduta del ponte e del borgo di San Giorgio ante 1190

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Descrizione:

Il borgo fortificato di San Giorgio sorgeva all'estremità orientale dell'omonimo ponte. Inizialmente fu difeso da una semplice cinta muraria, dall'impianto irregolare e dotata probabilmente di una rocca con funzione d'avvistamento. Questa prima cinta muraria fu successivamente integrata con l'aggiunta di torri quadrangolari e protetta da un fossato. In epoca napoleonica, rinnovate esigenze difensive ispirarono la realizzazione, davanti alle tre aperture presenti sulla cinta gonzaghesca, oltre il fossato, di lunettoni in terra. Dopo alcuni anni il borgo, ritenuto insufficiente e inadeguato alle mutate esigenze difensive, fu demolito ad eccezione della rocchetta che fu inglobata nella nuova lunetta realizzata per la difesa del ponte di San Giorgio. Il complesso, in origine noto come "rocchetta di San Giorgio" e solo dalla fine del XIX secolo detto "di Sparafucile", sorge oltre al ponte di San Giorgio, sul lato sinistro della strada che da Mantova conduce in direzione di Legnago. La struttura, così come oggi si presenta, composta da tre corpi di fabbrica di diversa altezza,la vetusta e massiccia torre a pianta rettangolare con finestre e feritoie nelle facciate e i due edifici merlati, è il risultato di una lunga stratificazione di interventi e di modificazioni, come l'innalzamento della torre di un piano, l'apertura di finestre ricavate in rottura di muro e la "regolarizzazione" o ampliamento di altre esistenti, che ne hanno alterato l'aspetto originario.

Principali vicende storiche:

L’esistenza dell’antico borgo di San Giorgio ubicato allo sbocco del ponte omonimo che collega Mantova con la terraferma, è documentata a partire dal 1116. Nella seconda metà del XIV secolo Ludovico Gonzaga, per contrastare le tenaci mire espansionistiche viscontee, promosse diversi interventi tesi al rafforzamento e al potenziamento delle difese del proprio stato. Secondo alcuni storici nel 1371, in particolare fece cingere di mura i borghi di Porto e di San Giorgio e per quest’ultimo, oltre alle possenti mura, fece costruire alla testa del ponte omonimo, quale accesso al borgo, una rocca con funzione di avvistamento. Nuove opere di potenziamento alle difese del borgo sono documentate nel XV secolo; l’acquisizione di nuovi territori e l’evoluzione dell’arte militare (introduzione delle bombarde) avevano, infatti, indotto il marchese Gianfrancesco Gonzaga ad intraprendere ulteriori lavori per il consolidamento e l’aggiornamento delle difese dello stato gonzaghesco. La stessa attenzione che il marchese aveva posto ai fortilizi del contado fu rivolta alle mura, ai ponti della città e ai borghi di Porto e di San Giorgio. In particolare per il progetto di ristrutturazione delle mura e dei terrapieni del borgo di San Giorgio è documentata la richiesta di consulenza dell'ingegnere e architetto Giovanni da Padova.

La struttura rimase sostanzialmente inalterata fino alla fine del XVIII secolo, quando, in epoca napoleonica, davanti alle tre aperture presenti sulla cinta gonzaghesca furono posti, al di là del fossato, altrettanti lunettoni in terra per permettere la difesa della cortina muraria. Con l’annessione di Mantova alla Repubblica Cisalpina, nell’ambito del piano di riassetto delle difese della città, fu decisa la demolizione dell’antico borgo perchè considerato insufficiente e inadeguato alle mutate esigenze difensive, ad eccezione della rocchetta, successivamente inglobata nella nuova lunetta posta a difesa del ponte di San Giorgio potenziata, a metà del XIX secolo, con le lunette di fiancheggiamento di Fossamana e del Frassino.

Dopo l’annessione di Mantova al Regno d’Italia la lunetta svolse funzione di presidio daziario cessando definitivamente la funzione militare nel 1914 in seguito alla radiazione dal novero delle fortificazioni e cessazione delle servitù. Nel periodo successivo alla Prima guerra mondiale, l’amministrazione comunale promosse lo smantellamento delle opere difensive per consentire il moderno sviluppo della città. Nell'ambito di questi interventi fu decisa anche la demolizione della lunetta di San Giorgio, ad eccezione ancora una volta del complesso della rocchetta. Dopo una lunga fase di abbandono negli anni Sessanta del Novecento, la Provincia di Mantova ne intraprese il recupero valorizzandola come Ostello della Gioventù. Nuovamente abbandonata negli anni Novanta la rocchetta , unico elemento superstite dell'antico borgo fortificato di San Giorgio, è stata restaurata nel 2010.

Classificazione tipologica:
Borgo Fortificato
Progettisti:

Documentato dall’inizio del XII secolo

Giovanni da Padova

Philippe François Foissac-Latour

Ubicazione:
Località San Giorgio - Lunetta (Mn)
GPS: N 45.1616, E 10.8127


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Stato di conservazione:

Demolito agli inizi del XIX secolo ad eccezione della Rocchetta di San Giorgio detta anche di “Sparafucile”.

Proprietà o Ente di riferimento:

Ente proprietario Demanio dello Stato

Accessibilità:

Inaccessibile

Destinazione d’uso attuale:

In disuso

Principali fonti bibliografiche:
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Restori, V. (1937)Mantova e dintorni. Guida storico artistica topografica, Mantova, pp. 466-470.
Rodella, G. (1988)Giovanni da Padova. Un ingegnere gonzaghesco nell'età dell'umanesimo, Franco Angeli, Milano, p. 149.
Rossi, A.C. - Ceriani, P. - Aldeghieri, M.L.  (2001)Il borgo di San Giorgio di Mantova. Duemila anni di storia, Mantova, Editoriale Sometti.