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Mura della prima cerchia
  Mura della prima cerchia

Veduta della città con le mura della prima cerchia

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Descrizione:

Si ritiene che le mura definite della prima cerchia non circondassero l’intero perimetro del nucleo urbano ma che si estendessero quasi certamente a nord-ovest lungo l’asse dell’attuale via Montanari, a sud-ovest adiacenti all’attuale via Accademia, come documentato anche dagli scavi archeologici, mentre lungo i lati di nord-est, già convenientemente difesi dai laghi, queste fossero state probabilmente integrate da semplici steccati e palizzate. Certo è che lungo il tratto nord-ovest le mura erano protette da un fossato (fossatum bovum), che dall’Ancona di Sant’Agnese le lambiva fino ad immettersi nel lago Inferiore. L’accesso in città avveniva attraverso quattro porte: la Porta di San Pietro, in corrispondenza dell’attuale ‘voltone’ di piazza Sordello, la Porta di San Damiano (o della Trinità), sull’asse di piazza Arche, la Porta di Guglielmo, in direzione del lago, sita in luogo prossimo all’ubicazione della successiva Porta di San Giorgio, e infine la Porta del Vescovado, posta sulla direttrice di via Fratelli Cairoli. Oltre la città,sino all’avvallamento nel quale in seguito fu scavato il Rio, si trovava il suburbio cui si accedeva mediante la Porta delle Quattro Porte (piazza Cavallotti), la Porta del Monticello (piazza martiri di Belfiore) e la Porta dell’Ospedale (probabilmente al’imbocco dell’attuale via Pomponazzo). All’interno del suburbio si sviluppavano diversi borghi: quelli di San Giacomo, di San Silvestro, di San Martino, di Sant’Egidio, di San Barnaba, di San Giovanni Evangelista, di San Leonardo e di San Nicolò, mentre sulla riva sinistra del Mincio si sviluppavano gli abitati di Porto e di San Giorgio, collegati alla città mediante la costruzione sulla valle paludosa del fiume di due ponti in legno; un altro ponte in legno univa la zona di Cipata, ed est di San Giorgio, col borgo di San Nicolò.

Principali vicende storiche:

Lo sviluppo della città di Mantova, da sempre circondata dalle acque del fiume Mincio, è legato ad ad un’espansione che si ritiene essere avvenuta in tre fasi successive. Una prima cerchia di mura fu eretta in epoca imprecisata, probabilmente intorno all’anno Mille, a seguito di quel processo generalizzato di rinascita delle città, che investì tutta l’Europa dopo i secoli di abbandono e di decadenza che caratterizzarono l’Alto Medioevo. Essa sorse probabilmente riprendendo in parte l’antico tracciato romano, racchiudendo la zona nord-orientale della città odierna, fra la piazza Sordello, il lago di Mezzo ed il lago Inferiore (poi in gran parte occupata dal complesso della residenza ducale). A partire dal 1190, in parallelo all’intervento dell’ingegnere bergamasco Alberto Pitentino, finalizzato alla regolamentazione delle acque del Mincio, si attuò la prima espansione della città. Si deve supporre, infatti, una progressiva fortuna della città comunale e un notevole incremento demografico tale da rendere necessario l’ampliamento del nucleo urbano, che venne così ad inglobare il suburbio, posto a meridione, fino al canale artificiale denominato Rio. Le mura della prima cerchia vennero progressivamente a perdere di ruolo e funzione e nel tempo furono in parte distrutte e in parte inglobate in edifici che vennero addossati su ambo i fronti. Nel corso del XVI secolo, infine, il fossato (fossatum bovum) fu interrato dando origine ad assi stradali ancora oggi esistenti (via Accademia e via Cavour).

Classificazione tipologica:
Mura
Progettisti:

-

Ubicazione:

GPS: N 45.1594, E 10.7996


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Stato di conservazione:

Si conservano brevi tratti inglobati in edifici

Proprietà o Ente di riferimento:

Proprietà privata

Accessibilità:

Inaccessibili

Destinazione d’uso attuale:

Murature di edifici

Principali fonti bibliografiche:
Marani, E. (1965)Gli avanzi delle mura della “Civitas Vetus Mantuae”, in Atti del XIV Congresso Nazionale di Storia dell’Architettura (Brescia, Mantova, Cremona 1965), Padova, Tipografia Antoniana, pp. 31-37.
Marani, E. (1967)Il paesaggio lacustre di Mantova fra antichità romana e Medioevo, parte seconda, «Civiltà mantovana», anno II, quaderno 11, pp. 361-387.
Marani, E. (1969)Indicazioni documentarie fondamentali sulle tre cerchie di Mantova, «Civiltà Mantovana», a. IV, n. 22, pp. 225-240.
Tamassia, A.M. (1989)Mantova, in Archeologia urbana in Lombardia. Valutazione dei depositi archeologici e inventario dei vincoli, Modena, Panini, pp. 116-124.
Tamassia, A.M. (1993)Le antiche mura di Mantova, estratto da Mura delle Città Romane in Lombardia, atti del convegno (Como, 1990), Como, Società Archeologica Comense, 145-152.